[1] Per una prima, articolata  ricostruzione della vicenda biografica e artistica vedi A. Pansera (a cura di), Gabriella Benedini. L’itinerario artistico e il percorso del linguaggio figurativo, Edizioni Grafis, Sesto Ulteriano (Milano) 1977;  vedi inoltre l’intervista di Sandro Parmiggiani, Il lievito della memoria, l’umiltà della bellezza. Una conversazione con Gabriella Benedini, riportata nel catalogo Gabriella Benedini. Le arpe di Ninive,  Skira editore, Milano 2006, pp. 9-23
[2] Risulta iscritta come privatista con la matricola 1844 a partire dall’anno 1950-1951; frequenta poi regolarmente i due anni successivi nell’indirizzo “Decorazione”. Dal Registro conservato presso l’Istituto Paolo Toschi di Parma. Si ringrazia il Prof. Nunzio Garulli per la cortese disponibilità e la ricerca, febbraio 2021
[3] Un articolo di Rodolfo Signifredi riferisce di numerose assenze di Gabriella dalle lezioni, che avrebbe trascorso questo tempo a Busseto a dipingere. In realtà l’artista smentisce questa vicenda, attribuendola a una trovata giornalistica e ribadisce, invece, di essere stata molto assidua nella frequenza della scuola. Vedi Vedi R. Signifredi, E’ finita al “Salon des Independants” marinando le lezioni all’Istituto d’Arte, “Il Resto del Carlino”, Bologna 5 febbraio 1958
[4] Milano 1898-1980. Dal 1941 al 1962 è docente presso l’Istituto di Parma, allora Accademia di Belle Arti di Parma
[5] Parma, 1883- Parma, 1961. Dal 1939, e per circa un ventennio, è docente presso l’Istituto Paolo Toschi
[6] Maniago, 1910-Venezia 2004. Nel ricordo di Gabriella la presenza di questo docente era piuttosto saltuaria
[7] Il diploma risulta ritirato il 12 gennaio 1959 vedi Registro del ritiro dei diplomi presso Istituto Paolo Toschi di Parma
[8] Archivio Storico - Accademia di Brera, segnatura: Segreteria/Scuole, Matricole, 1950-55, 8.15
[9] Archivio Storico - Accademia di Brera, segnatura: Segreteria/Scuole, Reg. iscr. 1951-53, 4.10.
Si ringraziano Valter Rosa ed Edoardo Sala
[10] Milano, 1886-1973; allievo di Cesare Tallone all’Accademia di Brera, vi insegna dal 1931 al 1958
[11] Milano, 28 gennaio 1898 – 15 novembre 1973; oltre che docente nel secondo dopoguerra, sarà direttore dell’Accademia dal 1970 al 1972
[12] Alessandria d’Egitto, 1924. Storico dell’arte, scrittore e poeta di origine ebraica si trasferisce in Italia nel 1949, stabilendosi a Milano
[13] 1900-1962; fonda la sua casa editrice nel 1942
[14] In realtà era già stata nella capitale francese per tre mesi, soggiornando presso una zia, sorella della mamma, quando aveva appena quindici anni
[15] 1913-2001. Dopo gli studi in teologia, entra nella congregazione degli Agostiniani dell’Assunzione e nel 1943 si avvicina al mondo della carta stampata, collaborando con moltissime riviste di area cattolica e  firmando articoli e volumi sia con il proprio nome, André Sève, sia con diversi pseudonimi
[16] Una fotografia con il gatto è pubblicata in Espone per la seconda volta a Parigi la pittrice Gabriella Benedini, s.l, s.d. [1958]
[17] Fermo, 1923 – Parigi, 2002. Storico, trasferitosi in Francia nel 1947, insegna alla Sorbona; collabora con la casa editrice Einaudi, dirigendo, in particolare, dal 1977 al 1982, l’Enciclopedia
[18] Arte, fortuna e Francoise Sagan  per la “Grande Lotteria Italiana”, “La voix d’Italie”, Parigi 1958 (senza indicazione di ulteriore data)
[19] “[…] teinte sa peinture de surréalisme. A dire vrai, ses figures de femme, moitié chair, moitié armure, moitié squelette, moitié poupée de son, si elles sont de fort honnêe facture ne renouvelient guère la surprise” in G.J. Gros, Quatre peintres (Cimaise de Paris), “Carrefour”, 5 febbraio 1958
[20] Le informazioni relative alle opere esposte in queste e nelle altre rassegne citate sono desunte dalla stampa dell’epoca, i cui ritagli sono conservati, in originale o in fotocopia, presso l’Archivio Gabriella Benedini di Milano
[21] 4 Peintres, Cimaise de Paris, Parigi 21 gennaio-1 febbraio 1958. Vedi Chabanon Jean, Quatre peintres (Cimaise de Paris), “Le peintre”, Parigi 1 febbraio 1958, n. 158, p. 18
[22] 1928. Originario della regione del Giura, studia a Parigi, ma nelle sue opere propone il paesaggio della sua terra
[23] 1938- Pujols-sur-Dordogne, 2011, pittore espressionista, influenzato dal Gruppo Cobra
[24] Parigi, 1927 – 1998, esponente della nuova Ecole de Paris, propone opere legate a un’astrazione lirica
[25] 69° Salon des Indépendants, Grand Palais, Parigi 18 aprile – 11 maggio 1958. Espone due opere non identificate: Composizione e Palio
[26] Gabriella Benedini, Galerie A.G., Parigi 14-30 marzo 1958. Espone oltre 20 opere
[27] Benedini. Oeuvres recente, Galerie Ror Volmar, Parigi, 29 ottobre-16 novembre 1958. Espone oltre 20 opere
[28] Già nel 1963 risiede al nuovo indirizzo come è indicato sull’etichetta che compare nei due quadri, Dialogo e Trasalimento, esposti alla Galleria della Biennale di Palermo Mostra Nazionale del Piccolo Dipinti, svoltasi dall’11  dicembre 1963 al gennaio 1964; la residenza è confermata anche nel 1965 come è precisato nella scheda di notifica rilasciata in occasione della partecipazione alla IX Quadriennale di Roma conservata presso l’Archivio Storico della Quadriennale, Roma. Si ringraziano Assunta Porciani e Alessandro Sagramora
[29] Il gruppo, così definito dal critico Marco Valsecchi,  è costituito da giovani allievi della scuola di pittura di Aldo Carpi e Francesco Messina e comprende Mino Ceretti, Giuseppe Guerreschi e Bepi Romagnoni, cui si aggiungono in seguito altri artisti, ed è attivo per un decennio dal 1954 al 1964
[30] Il termine è proposto dal critico Michel Ragon sulla rivista francese “Arts” nel marzo 1961 e definisce una vasta area di ricerca, legata all’Espressionismo, al Surrealismo e all’arte di Alberto Giacometti e Francis Bacon che contraddistingue l’opera di molti artisti attivi anche nel  decennio Settanta
[31] Milano 1930 – Villasimius 1964
[32] La collaborazione con la galleria milanese proseguirà negli anni con la rassegna del 1968 (8-27 febbraio) -in catalogo Autopresentazione dell’artista  (mostra e catalogo sono riproposti alla Galleria La Ruota di Parma, 30 marzo-13 aprile 1968) -, cui segue la rassegna presentata da Roberto Tassi (dall’8 aprile 1975)  e infine con l’ultima personale Gabriella Benedini Storie della terra - Mutazione 1977'80 (8 maggio-3 giugno 1980) curata da Gigliola Ravasino. (vedi anche nota 46)
[33] Anty Pansera riferisce di contatti intorno al 1962-1963 con il cosiddetto gruppo di Via Procaccini  - Cappelli, Martinelli, Giannini, Luporini, Banchieri -, dal luogo dove alcuni degli artisti coinvolti hanno il loro studio, legati al critico Mario de Micheli. In realtà Gabriella Benedini - espressamente interrogata in merito da chi scrive, gennaio 2021 - ricorda di averli conosciuti, ma senza alcun coinvolgimento di natura artistica, programmatica o ideologica. Vedi Gabriella Benedini. L’itinerario artistico e il percorso del linguaggio figurativo, a cura di A. Pansera, Edizioni Grafis, Sesto Ulteriano (MI) 1977, p. 10
[34] 19 maggio-8 giugno 1962
[35] 22 novembre 1965- marzo 1966
[36] Fiori della stessa siepe (AGB 0343) del 1965 e Trovandosi tra due vite e  C'è un campo aperto a oggi non identificate Vedi IX Quadriennale Nazionale d’arte di Roma, catalogo della mostra, Palazzo delle Esposizioni, Roma 22 novembre 1965-marzo 1966, De Luca Editore, Roma 1966, p. 75
[37] Palazzo Reale – Sala delle Cariatidi, Milano 15-30 gennaio 1966. Partecipa anche all’edizione successiva (14 aprile-1 maggio 1967)  con A questo serve la memoria (non identificato) e alla XIII edizione (6-22  dicembre 1968) dove espone Composizione/ Nella nuova palude (AGB 0172) e altre due Composizioni, non identificate
[38] Gabriella Benedini Le arpe di Ninive, a cura di S. Parmigiani, catalogo della mostra, Skira 2006, Milano, p.14
[39] E. Di Raddo, Un’esperienza al femminile: il gruppo “Metamorfosi” 1977-1984, in “Ricerche di S/Confine”, Dipartimento dei beni culturali e dello spettacolo-Università di Parma, Parma 2012, vol. III, n. 1, p. 95
[40]  4 dicembre 1977-9 gennaio 1978
[41]  16 settembre-21 ottobre 1984
[42] Vera e propria cooperativa, affiliata ala Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue, ha come ragione sociale l’autogestione del prodotto artistico e della distribuzione paritaria tra i soci degli oneri e degli utili. Vi aderiscono, oltre a Gabriella Benedini, Renzo Borella, Giovanni Cappelli, Attilio Forgioli, Giuseppe Guarino, Pierluigi Lavagnino, Piero Leddi, Giuseppe Martinelli, Lino Marzulli, Fabrizio Merisi, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio
[43] B. Montefiori, in Coop 77 Arti visive, catalogo della mostra, La Spezia 1978, s. p.
[44] Dal 12 al 30 aprile 1978 in cui espone Il verde ancora possibile (AGB 0241) una acquatinta, della quale in catalogo sono riportate misure errate, di ubicazione ignota , e Paesaggio degradato (AGB 0242) un trittico, acrilico su tela, di cui in catalogo è riprodotta la parte centrale
[45] G. Cavazzini, in Coop 77 Arti visive, catalogo della mostra, La Spezia 1978, sp.
[46] 7-31 novembre 1978, riproposizione di quella spezzina di cui conserva anche il catalogo, aggiornato nell’intestazione
[47] 21 giugno-4 luglio 1979 in cui espone Mutazione (AGB 0038) e Storie della terra – Mutazione (AGB 0272) intitolato nel catalogo di questa rassegna Trascrizione II
[48] Cristina Casero, citando anche il contributo di Caterina Iaquinto - Dalla “Casba” alla città. Una cartografia di Milano negli anni Settanta tra impegno politico e autodeterminazione artistica, in Milano 1945-1980. Mappa e volto di una città. Per una geostoria dell’arte, a cura di E. Di Raddo, Franco Angeli, Milano 2015, pp. 127-145, sp. p. 129 - sottolinea che  <La Galleria di Porta Ticinese  […] si connota subito per essere un centro culturale, un luogo di confronto anche politico. Frequentata da artisti, critici, scrittori e intellettuali, la galleria è uno spazio attivo, strettamente collegato ai “momenti reali della lotta e del dibattito politico attraverso la visualizzazione di contenuti delle rivendicazioni, la socializzazione degli strumenti  creativi e la partecipazione attiva con qualsiasi manifestazione popolare […]”> vedi La Galleria di Porta Ticinese di Gigliola Ravasino, in Gesti di rivolta. Arte, fotografia e femminismo a Milano 1975-1980, Enciclopedia delle donne, Milano 2020, pp. 79-111, sp. p. 79
[49] 2 maggio - 6 giugno 1978
[50] Dopo il 9 maggio. Gabriella Benedini espone Utopia (AGB 0206), la grande scultura in PVC già presentata a Ferrara nella personale al  Centro di Attività Visive - Palazzo dei Diamanti, Ferrara 12 dicembre 1971 - 6 gennaio 1972
[51] dal 12 marzo 1980
[52] Gabriella Benedini Le arpe di Ninive, a cura di S. Parmigiani, catalogo della mostra, Skira, Milano 2006, p.15
[53] Nella seconda edizione della rassegna oltre al Super 8 della Benedini sono presentati film di: Valerio e Giancarlo Romano Adami, Massimo Becatini, Valentina Berardinone, Ugo Carrega, James Coleman, Dadamaino, Fernando De Filippi, Jole Donee Freitas, Nato Frascà, Yervant Gianikian & Angela Ricci Lucchi, Paolo Gioli, Andrea Granchi, Silvio e Vittorio Loffredo, Plinio Martelli, Alberto Moretti, Magdalo Mussio, Nagasawa, Suzanne Newell, Martino e Anna Oberto, Luigi Ontani, Gianfranco Pardi, Antonio Paradiso, Fabrizio Plessi, Arnaldo Pomodoro, Renato Ranaldi, Sergio Sarri, Mario Schifano, Helmut Shober, Gianni Emilio Simonetti, Franco Vaccari. Vedi J. Malvezzi, Per un cinema d’artista nel sociale. La rassegna Arte e Cinema  al Centro Internazionale di Brera e alcuni casi di studio, in Arte fuori dall'arte. Incontri e scambi fra arti visive e società negli anni Settanta. Atti del convegno Arte fuori dall'arte. Incontri e scambi fra arti visive e società negli anni, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano 12-13 ottobre 2016. a cura di C. Casero – E. Di Raddo – F. Gallo, Milano 2017,  pp. 183-189, sp. p. 89, nota 8
[54] giugno-settembre 1986 .
[55] Gabriella Benedini Le arpe di Ninive, a cura di S. Parmigiani, catalogo della mostra, Skira, Milano 2006, p.14